E’ il teatro con la nicchia segreta per la musica, la stazione ferroviaria privata, si tratta della leggenda della dama che protegge gli innamorati, a Terria, un castello pieno di sorprese.

Lo chiamano la dimora delle cento stanze. Vicino a Rieti, nel Lazio, il castello di Terria si innalza su una piccola collinetta artificiale realizzata da Giuseppe Valdier, il piu’ famoso architetti di inizio Ottocento, al quale si deve anche la sistemazione di piazza del Popolo a Roma. Un edificio dalla lunga storia e dai tanti illustri abitanti, dove vive ancora oggi il proprietario, il duca Piergentile Varano per nulla impressionato nell’abitare in una casa così immensa.

La dimora, color rosso pompeiano,spicca con le due due torri fra il verde della Valle Santa, così chiamata perchè in questi luoghi ha vissuto San Francesco d’Assisi.

Come tutti i castelli ha anche il suo fantasma, che ancora oggi si aggira fra le sue mura, quello di una nobildonna dal bellissimo nome di Primavera: sembra non voglia abbandonare il luogo dove è natga, cresciuta ed ha vissuto la sua grande storia d’amore.

La leggenda vuole che sia morta di crepacuore, ma che ora protegga coloro che in questo castello si conoscono e si innamorano.

Una sorta di “guida” nel rendere felici i matrimoni dei membri della famiglia e degli abitanti di Terria.

Nella cappella dedicata ai Santi Francesco e Domenico, raffigurati sulla pala dell’altare mentre indicano con la mano il castello, si sono sposati tutti i Varano ma anche i contadini della piana.

Nell’antica coffee house, una sorta di limonaia dove una volta si gustava il caffè, c’è invece lo studio dell’artista Dino Morsani, scultore che realizza opere monumentali, come la statua di Adolfo Consolini, famoso campione di lancio del disco, oggi nell’ Arena di Milano.

Tra le infinite stanze non manca poi un grande teatro dal soffitto affrescato tra la fine del Settecento e i primi dell’Ottocento con scene che ricordano la campagna in Egitto di Napoleone.

Sfingi comprese, elemento decorativo di gran moda allora.

Sulle pareti del teatro, invece, tra una serie di finte colonne ci sono delle vedute marine con dei velieri, insolite per una casa di campagna vicina alle montagne, un mistero al quale i proprietari non sanno dare una risposta.

La dimora è circondata dai suoi bastioni di pietra, u po’ come quelli di Castel Sant’ Angelo a Roma, che sorreggono una grande quantità di terreno che ha quasi nascosto il piano terra del vecchio castello, dove sono stati piantati anche alberi da fusto.

Tra queste svettano due rarissime sequoie monumentali, arrivate in dono alla fine del Settecento dalle missioni americane al proprietario di allora, il cardinale Ippolito Vincenti Mareri,

Infine, all’interno della proprietà c’è anche una piccola stazione ferroviaria: nell’Ottocento Giulia Cenci Bolognetti, moglie di Vincenti Mareri, aveva la sua carrozza personale, e quando viaggiava la faceva attaccare al treno, esattamente sotto il portone di casa…spettacolare da visitare, soprattutto per chi crede all’amore sacro.