Viaggiare oggi non è più un privilegio per pochi: le tariffe low cost hanno ridotto le spese per il trasporto e sono nate diverse forme nuove di viaggiare. Una di queste è il coach surfing, un modo giovane, informale ed economico di viaggiare che è al tempo stesso un’occasione per conoscere nuove persone e una filosofia di ospitalità. Vediamo insieme meglio come funziona.

Si tratta di un’organizzazione no profit che opera a livello internazionale coinvolgendo più di 200 paesi da quasi 10 anni. Oggi gli iscritti sono più di un milione. Il principio alla base del funzionamento dell’organizzazione è quello di scambiarsi ospitalità reciproca nel proprio rispettivo Paese di residenza: ospitalità significa in primo luogo un posto per dormire ma anche semplicemente una guida turistica o un mezzo di trasporto. L’utilizzo del sito è gratuito per tutti i membri ma sono ben accette donazioni per permettere al sistema di funzionare. Ogni persona che ospita o viene ospitata ha un proprio profilo e può lasciare feedback sulla propria esperienza: in questo modo tutti gli utenti sapranno quali utenti sono più apprezzati e affidabili. Ovviamente viaggiare in questo modo ha anche dei limiti: non si possono pretendere tutti i comfort di un hotel o un ostello e non sempre si può andare d’accordo con le persone che si incontrano. Per ovviare a quest’ultimo problema gli utenti sono invitati a compilare il loro profilo nella maniera più accurata possibile in modo da trovare persone affini. Va detto però che spesso le informazioni contenute nel profilo sono poco indicative in questo senso. Ma nel complesso è innegabile che si tratti di un’idea rivoluzionaria. Uno degli appunti maggiormente rivolti al coach surfing è quello della sicurezza: il consiglio è quello di documentarsi bene sulle recensioni ricevute dagli altri utenti e di essere sempre prudenti.