Appena si parla di Ibiza, si pensa immediatamente alla sfrenata vita notturna, alle discoteche, ai bagordi fino all’alba: anche chi non c’è mai andato, associa l’isola delle Baleari a questo tipo di attività. Chi, infatti, non ha mai sentito parlare della discoteca famosa per i suoi schiuma – party? Forse perché chi è stato ad Ibiza ci è ritornato almeno un’altra volta e i suoi racconti aumentano solo la nomea di questo posto magico, in mezzo la Mediterraneo.

Fondata dai Fenici ma preda di Romani, Greci, e Cartaginesi, oggi Ibiza conserva le testimonianze di questi numerosi passaggi di popoli e culture diverse in contrasto con lo stile “consumistico” che è una grossa attrattiva per migliaia e migliaia di turisti, giovani e non. Nell’isola infatti si trovano i club esclusivi come il Privilege che peraltro è il più grande al mondo, El Divino, il Pacha dove però dovete essere disposti a spendere “qualche” euro in più; se invece volete godervi un’atmosfera altrettanto sfrenata senza spendere un patrimonio e per giunta stare in riva al mare, potete recarvi negli altrettanto famosi bar sulla spiaggia come Bora Bora, Playa d’en Bossa e Cafè del Mar che tra l’altro sono dei bar “storici” da cui si può godere anche un tramonto mozza fiato.

Moltissimi, però, ignorano l’altra faccia di Ibiza fatta di spiagge altrettanto belle e piccoli centri tipicamente catalani in cui fare una passeggiata a piedi o in bicicletta, e chiese e musei che raccontano storie di popoli lontani.

Come ad esempio in pochi sanno che l’isola è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità per la sua biodiversità e cultura.

Ma andiamo con ordine: mappa e zaino in spalla, lasciandoci dietro la parte meridionale che è quella più gettonata dal turista in cerca di notti folli e quella più sfruttata anche dal punto di vista edilizio, ci possiamo dirigere verso l’entroterra in cui possiamo ancora trovare stradine non asfaltate, campagna quasi incontaminata pervasa dall’odore del rosmarino che qui cresce rigoglioso e spontaneo e da un tappeto di pini marittimi. L’impressione è quella di attraversare un mondo diverso da quello che abbiamo appena abbandonato.

La città di Ibiza, omonima capitale e il centro urbano più popolato, è una città costruita sui fianchi di una collina dalle tipiche abitazioni bianco calce. Eivissa (il nome in catalano) ha una lunghissima storia che si può ancora “toccare”: il quartiere D’alt Vila letteralmente “città alta” è il cuore antico della città. Circondata da possenti mura costruite da Carlo V su quelle cartaginesi, possiamo trovare la Fortezza dichiarata monumento nazionale anche perché la fortezza più antica d’Europa; le mura sono intervallate da sette bastioni che proteggono la città fatta di piccoli vicoletti, palazzi signorili ma anche gallerie d’arte e ristoranti tipici. Ma ciò che spicca e che guarda dall’alto dei suoi 105 m tutta la città è la torre panoramica originariamente in stile gotico della Catedral de nuestra Señora de las Nieves, splendido esempio storico che va assolutamente visitato.

Continuando il tour dell’isola, spostandoci dalla città di Ibiza e immergendoci nel variegato panorama mediterraneo, giungiamo al distretto di San Josè che in estate offre numerosi spettacoli folkloristici; da qui attraverso boschetti verdissimi e freschi si giunge facilmente ad una spiaggia che sembra davvero un paradiso, la Cala Vedella, che conserva ancora una fauna sottomarina spettacolare che si può scoprire facendo anche solo un po’ di snorkeling.

A San Augusti invece, è possibile fare un’immersione nello stile ibicenco “classico”, nota ormai poco diffusa nell’isola. Da qui si aprono le porte per altre spiagge meno affollate e forse anche meno attrezzate ma non per questo meno affascinanti: diciamo solo più adatte al viaggiatore che vuole rifuggire dallo standard di Ibiza e immergersi nella natura quasi incontaminata di alcune “cale”, o passeggiare tra i vigneti, i mandorli e gli ulivi secolari che affondano le radici nella terra secca come nella storia.