I Trabucchi del Gargano sono noti perchè sono stati trasformati in ristoranti, dove poter assaporare il pesce appena pescato che finisce direttamente in padella o sulla griglia. Di questo luogo incantevole colpisce il fascino di queste superstrutture a prova di tempeste e alla forza intuitiva dei loro costruttori, a cui la necessità ha aguzzato l’ingegno, rendendoli capaci di realizzare queste straordinarie trappole per poter pescare senza dover affrontare i mille pericoli e le insidie del mare, in tempi in cui costruire una barca non era un’impresa facile nè economica.

Visitare i Trabucchi del Gargano è sicuramente un’esperienza degna di un viaggio interessante. Potete visitare dei trabucchi che appaiono come uno di quei sogni della scrittura giapponese, esili e grafico al testo stesso.L’immagine è quella delle vicende degli artigiani del Sol Levante che, una volta raggiunta l’età della pensione, vengono insigniti del titolo di “musei viventi”, alle quali devono trasmettere i segreti del mestiere.Una pratica virtuosa questa dei giapponesi, che sarebbe bello vedere importata in Italia, dove i grandi vecchi spesso sono circondati dall’indifferenza o dalla solitudine.Potete farvi guidare sul posto proprio da un “vecchio” che puo’ portarvi sul palco proteso in mare ed in breve vi spiegherà come funziona il congegno

.Da non perdere è Vignanotica, caratterizzata da una falesia alta un’ottantina di metri, striata di selce bianchissima, a strapiombo sul mare.Lungo la stretta spiaggia si aprono numerosi grottoni, rifugio della calura estiva per i bagnanti, che qui nei mesi di luglio e agosto arrivano in massa.La strada costiera è tortuosa, delimitata da muretti a secco cementati dalle radici di rosmarino e fichi d’india.Ogni curva regala visioni tra le piu’ belle del Mediterraneo come baia di Campi e baia delle Zagare, con i suoi faraglioni.L’edilizia qui è cresciuta molto, è vero, ma i cupi boschi verdi d pini d’Aleppio resistono ancora, come hanno resistito i borghi bianchi, depredati e saccheggiati in passato dalle scorribande dei saraceni.Stiamo parlando di Vieste, con le sue mille scalette che scendono verso il mare e con le case bianche di calce, ornate di fiori e affacciate su piccole piazzette, e di Peschici, annidata su una rupe e punteggiata di case con le finestre spalancate sul blu del mare sottostante, con il castello che si raggiunge perdendosi tra mille vicoli, la piu’ silenziosa e ultima immagine di un viaggio dalle mille emozioni.