Chi ama l’India l’ama, spesso non sa spiegare esattamente il perchè: è sporca, è infetta, a volte è ladra eppure una volta incontrata non se ne puo’ fare a meno, si soffre a starne lontani. A pensarci bene l’amore è proprio così: istintivo,inspiegabile, disinteressato.L’India è un paese che persegue i sogni della modernità che derivano dalla globalizzazione. Una “nuova India”, quella delle software house e della Silicon Valley di Bangalore, oppure della città, sorta dal nulla in pochissimo tempo, di Gargaon, a circa 30 chilometri a sud di Delhi sede di moltissime società operanti nel terziario avanzato.A Delhi nulla sembra cambiare mai, tranne le persone, sempre di piu’ e sempre piu’ automobili con clacson assordanti e in corsa come in un circuito automobilistico e soprattutto tanti odori, ed il frastuono di una umanità che vive la strada, ed in molti casi “per strada”.

A parte questo, Delhi è una città che merita una visita non fosse altro perchè vanta piu’ di 2.300 anni di storia e 1.280 monumenti di grande importanza architettonica.Il percorso ideale potrebbe iniziare dalla Old Delhi con il Forte Rosso proseguendo poi verso l’area del Qutb Mimar dove si trova il piu’ alto minareto in mattoni del mondo, e una misteriosa colonna di ferro risalente al V secolo dopo Cristo.Si passa così dal sacro al profano, visto che anche lo shopping vuole la sua parte, e la zona a piu’ alto tasso di negozi è quella attorno alla gigantesca piazza circolare di Connaught Place.Un buon indirizzo per acquistare splendide stoffe per un sari è Handloom House, al numero 9 della stessa piazza.Verso sera poi, prima del tramonto, una visita al tempio sikh Bangla Sahib è da non perdere. Si tratta di un importante centro di pellegrinaggio ed è meraviglioso ammirare i giochi di colore dei variopinti vestiti delle donne e degli eleganti turbanti degli uomini che si confondono, risaltando ancora di piu’ sullo sfondo del tempio di un biancore accecante.

Prima di lasciare Delhi, è doveroso pero’, porgere un omaggio, un pensiero all’uomo considerato il padre della Nazione: il Mahatma Gandhi.Presso uno dei tanti parchi di Delhi, il Raj Ghat, si trova il mausoleo dove Gandhi venne cremato il 31 gennaio del 1948.E’ un luogo carico di emozione, silenzioso,semplice, come lo è stato il Mahatma in vita, una sobra piattaforma di marmo nero, una fiamma perpetua, fiori sempre freschi una sola iscrizione “He Ram”, Oh Rama, l’ultima invocazione prima della sua morte, che sicuramente in molti portano ancora nel cuore.