A Langata, periferia di Nairobi, si trova il Giraffe Manor, l’unico luogo al mondo dove si puo’ vivere l’esperienza di fotografare e dare da mangiare alle giraffe direttamente dal tavolo della colazione o dalla porta d’ingresso principale.

Questo piccolo, elegante ed esclusivo boutique hotel è diventato famoso proprio per la curiosa popolazione di giraffe, che si muovono liberamente nei 140 acri di foresta indigena in cui è immersa la struttura e che sbirciano da porte e finestre alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare.

Costruito nel 1932 da David Duncan della famiglia Macintosh Toffee, il Giraffe Manor gode di una splendida vista sul Kilimangiaro a sud e sulle colline Ngong a ovest.

Il Giragge Manor è dotato di sei lussuose camere da letto con bagno privato in stile art deco e di sala ristorante dove si puo’ gustare una delle migliori cucine di Nairobi.

Le stanze sono doppie o matrimoniali, con la Karen Blixen’s Room adattabile alle esigenze delle famiglie con bambini.

Il costo di un pernottamento varia dai 390 ai 410 $ a persona in mezza pensione e dai 440 ai 460 $ in pensione completa, a seconda della tipologia della stanza scelta.

Le quote comprendono pasti, bevande, trasferimenti da/per l’aereoporto di Nairobi, visita a Langata, ingresso al Giraffe Centre.

Jock e Betty Melville acquistarono il maniero per farne la propria casa di proprietà ma alla morte di Jock Melville, nel 1984, Betty ritornò negli Stati Uniti e aprì al pubblico la sua casa abitata da molte giraffe discendenti dalla coppia originaria, infine, nel marzo del 2009, il Giraffe Manor fu acquistato da Tanya Mikey Carr-Hartley e ora fa parte del gruppo Tamimi, che possiede campi tendati e lodge in tutto il Kenya.

Jock e Betty Melville restano i fondatori di African found for endangered wildlife, un’organizzazione no profit conosciuta anche come Giraffe Centre, amministrata dal 1983 dal figlio di Betty, Rick. Chiunque puo’ visitare il Giraffe Centre pagando un biglietto d’entrata, i cui proventi vengono investiti in diversi progetti in Kenya.