La spagna è descrivibile in una sola parola: gioia, soprattutto nel periodo natalizio che diventa un tutt’uno di luci, suoni, decorazioni, alberi di Natale. La Spagna è legata molto alle tradizioni, il 24 e 25 dicembre si cena e si pranza con la famiglia, e si cucinano piatti tipici natalizi come l’agnello o l’orata, dolce di marzapane, torrone e i gli immancabili “polvorones” che sono dei dolci fatti con la farina ed il burro. La sera della vigilia di Natale è chiamata “Nochebuena” e la maggior parte delle persone la trascorre in famiglia giocando e arricchendo l’atmosfera con canti natalizi, poi, a mezzanotte, si va in chiesa ad ascoltare la Santa Messa del Gallo, cosi’ chiamata perchè, secondo la tradizione spagnola, il gallo fu il primo animale ad essere presente alla nascita di Gesù e darne l’annuncio.

Il 28 dicembre, per gli spagnoli, è il “giorno dei Santi Innocenti”, l’usanza permette di poter fare scherzi a tutti quanti, una specie di ferragosto con gavettoni, a dicembre. La notte di Capodanno è chiamata “Nochevieja”, le persone si ritrovano all’orologio della Porta del Sole a Madrid, dove nella piazza vengono allestiti giochi e luci e allo scoccare della mezzanotte è consuetudine mangiare 12 acini di uva, che si possono acquistare presso tutte le bancarelle adiacenti alla piazza, questa usanza si rifà ad un proverbio, il quale dice ” Chi mangia l’uva a Capodanno, conta i soldi tutto l’anno”. Altra usanza che riguarda la notte di Capodanno è quella del travestimento, infatti i madrileni indossano parrucche e vestiti carnevaleschi. I bambini partecipano alla Cavalcata dei Re Magi del 5 gennaio, particolare quella di Alcoy, ad Alicante, considerata la piu’ antica della Spagna, si tratta di cortei a cavallo che percorrono le strade accompagnando i Re Magi; alla fine del corteo, tutti i bambini ricevono doni. Anche a Pamplona è tradizione unire il Capodanno alla festa di Carnevale, la gente si maschera e si traveste in una città a festa. Anche qui nessuno rinuncia a scendere in piazza vestendo per l’occasione biancheria rossa e si brinda al nuovo anno con una coppa di champagne in cui è immerso un anello d’oro. Curioso degli abitanti di Pamplona è che si trasformano in personaggi fantastici e animali dei boschi, folletti, fatine,maghi, ed invadono le strade del capoluogo delle Navarra.

Altra tradizione è quella che vede protagonista Sanguesa, a pochi chilometri da Pamplona, che il 6 gennaio vede in scena “El Auto Sacramental de lo Reyes Magos”, ovvero una rappresentazione sacra che è stata scritta 110 anni fa da Josè de Legarda. Succede che i Re Magi giungono a Sanguesa per adorare Gesù bambino e sono proprio le strade della città a far rivivere l’incontro con Erode, ma anche i dialoghi con i pastori e l’annunciazione dell’angelo che rileva le terribili intenzioni di Erode. La festa termina nella chiesa di San Giacomo, con una imperdibile festa in compagnia degli stessi Re Magi. L’8 dicembre si festeggia invece l’Immacolata a Siviglia, la piu’ sentita, nella splendida Cattedrale. Il 22 dicembre è il giorno della famosissima Lotteria di Natale, l’estrazione inizia alla mattina presto e viene trasmessa dalle emittenti televisive e radiofoniche, inoltre la Lotteria rappresenta un grande successo economico per il numero elevato di biglietti che ogni anno sono venduti. Il primo numero estratto è detto “El Gordo” (grasso) perchè consiste in considerevoli somme di denaro; si tratta di una tradizione nata nel 1700, affidata da piu’ di 200 anni agli alunni del collegio di San Ildefonso di Madrid, i quali hanno il compito di estrarre i biglietti. Una particolarità riguarda i doni che vengono scambiati alla vigilia di Natale, a differenza dei nostri regali, gli spagnoli si scambiano dolci e caramelle, mentre i doni veri e propri, vengono scambiati il 6 gennaio. Il 25 dicembre, “Navidad”, si festeggia con un banchetto simile a quello della vigilia; i piatti classici del pranzo di Natale spagnolo sono l’escudella y carn d’olla, una zuppa di verdura e carne ed il tacchino con la frutta glassata al forno. Altra curiosità è che una volta nei Pirenei, le massaie preparavano dei panini speciali a forma di sassi, li coronavano di alloro e li facevano benedire il 25 dicembre in memoria della lapidazione di Santo Stefano. Altra tradizione è quella di brindare anche dopo la “noche loca”, come viene soprannominata dagli spagnoli la notte subito dopo Capodanno; il brindisi avviene con il Cava, lo spumante nazionale prodotto principalmente in Catalogna. Prima di andare a dormire si una mangiare cioccolata calda con i “chorros”. I bambini delle campagne, per tradizione, il giorno dei regali, lasciano dietro la porta di casa delle pantofole riempite di biada per i cammelli dei Re Magi che portano loro i doni. A differenza di Babbo Natale, per quanto riguarda la nostra tradizione, in Spagna sono i Re Magi a portare i doni e quindi ad avere il ruolo principale. Questo dei Re Magi è anche il giorno in cui si mangia il famoso “Roscon de Reyes” uno dei dolci piu’ antichi di queste feste.

Il 7 gennaio, finite le feste, tanto per non essere troppo tristi, iniziano i “Las rebajas”, ovvero, i saldi, e la gene si riversa nuovamente per le vie; un aneddoto curioso riguarda “El Corte Inglès” una catena di grandi magazzini dove si possono riconsegnare i regali e caricare una “carta regalo” del prezzo dell’oggetto da spendere durante i saldi, fortunati gli spagnoli, vero?