Palermo, bella città siciliana,offre al turista numerose e differenti possibilità di scelta, come ben si confà ad una città che porta nella sua storia dominazioni di mille popoli. Oltre ai bei e tipici mercati della Vucciria, di Ballarò, del Capo, ricca è la città di monumenti di grande pregio architettonico. Andando per chiese, monumenti e palazzi incontriamo i diversi stili che segnano le differenti dominazioni, e oggi a centocinquantanni dell’Unità di Italia è imprescindibile non porsi come meta di viaggio la calda Palermo.

Tutte le architetture, seppure differenti formano un insieme che lascerà stupito ognuno di noi. Passeggiando per il centro cittadino, osserviamo la bella chiesa di Sant’Antonio Abate del 1500 e difronte a lei, l’eclettico Teatro Biondo dei primi del novecento.

Risalendo per la rinomata via Roma incrociamo corso Vittorio Emanuele, assolutamente da percorrere per giungere ai Quattro Canti, vero centro della città, magistralmente costruito da palazzi di diversi stili, i Quattro Canti raffigurano stagioni ed epoche della Sicilia che fu, se poi scegliamo di dirigerci verso nordest, nella decadente via Maqueda, incontriamo una città multietnica che a pochi paragoni con le altre cittadine italiane, gli antichi palazzi spagnoli e borbonici oggi sono completamente in mano a pachistani, indiani, cinesi, e, creano in mix difficile da trovare in altri luoghi, ma forte è la decadenza anche se a pochi metri da qui si apre il meraviglioso teatro Massimo, raro esempio di neoclassicismo ottocentesco, val bene una visita ma anche e sopratutto una sera a teatro.

Li, giusto di fronte al Massimo si apre la Bara all’Olivella, dove ancora quotidianamente si mettono in scena i teatri dei pupi. Impossibile perdere le gesta dei paladini! Qui, alla Bara dell’Olivella è d’obbligo acquistare uno “sfincioni” ovvero un tipico pane siciliano e gustarne il suo antico sapore. Proseguiamo il nostro percorso per incontrare la Palermo di oggi, sino a trovarci in Piazza Ruggero Settimo dove, un altro splendido e maestoso edificio sorge quasi dal nulla: il teatro Politeama.