Non è un mistero che Sharm el Sheik sia una meta per tutti coloro che desiderano fare la classica “vita da villaggio”: diciamo anche che questa tendenza si è sviluppata per forza di cose visto che la nostra cultura e le nostre abitudini spesso cozzano con quelle arabe portando ad una conseguente convivenza non proprio serena. Per questi motivi stare nei villaggi, è diventata una sicura abitudine perché da la certezza a quei turisti un po’ meno rispettosi di essere accompagnati, tutelati, guidati nel fare le “giuste scelte”.

L’Egitto, così come tutto il mondo arabo, non è un mondo di terrore dal quale bisogna difendersi, ma solo un mondo con una cultura profondamente diversa dalla nostra che spesso non siamo disposti a capire imponendo le nostre abitudini, non pensando che il rispetto per la cultura di un altro paese è la prima regola da considerare per chi viaggia.

Tra l’altro andare a Sharm el Sheik è ormai una pratica così comune che i due mondi non rischiano in nessun modo di venire “in contrasto” innanzitutto perché anche gli abitanti del luogo hanno ben capito che i turisti sono una vera e propria fonte di ricchezza, e secondo perché le strutture presenti ormai da anni in quei luoghi regalano relax, divertimento assicurato e possibilità di fare mille escursioni.

La sola posizione geografica di Sharm, le conferisce un vantaggio enorme: trovandosi infatti all’estremità sud della penisola del Sinai precisamente nel Golfo di Aqaba, gode di un clima secco e molto (davvero molto!) caldo tutto l’anno, grazie anche alla protezione naturalmente data dalle montagne che la sovrastano. Solo l’escursione termica tra notte e giorno, specialmente d’inverno, fa veramente capire il cambio delle stagioni: è una caratteristica delle aree desertiche.

La “perla del mar rosso” si affaccia su un mare completamente cristallino, uno dei mari tropicali più “ricchi” del mondo con la sua barriera corallina che corre lungo tutta la penisola del Sinai, meta di numerosissimi appassionati di immersioni; i fondali sono assolutamente spettacolari, pieni di forme di vita che forse abbiamo visto solo nei documentari, colori sgargianti, e soprattutto la temperatura dell’acqua rende le immersioni non solo possibili, ma piacevoli e un’esperienza da non perdere anche per i meno esperti. Non è necessario avere brevetti per fare immersioni in fondali profondi, perché se non ne siete in possesso potete tranquillamente fare un po’ di snorkeling in totale relax e state certi che non perderete lo spettacolo sottomarino.

Ma Sharm è anche il mistero del deserto del Sinai, dei canyon rocciosi, che possono essere visitati con la possibilità di fare anche una passeggiatina su un cammello, o in moto, o in jeep, o addirittura a piedi accompagnati da una guida beduina che vi offrirà anche una cena “tipica”.

Tra le escursioni naturalistiche da segnalare ci sono sicuramente quella al Parco Nazionale Ras Mohammed, una riserva marina dall’arido terreno desertico pieno di dune di sabbia in cui è possibile avvistare rare specie di animali e uccelli; anche l’ambiente sottomarino, riserva sorprese faunistiche non indifferenti. Il Canyon colorato, una gola accessibile a piedi, in cui la pietra arenaria offre uno spettacolo cromatico formatosi negli anni con il vento e la sabbia; il Deserto blu, per vie delle rocce di granito scolpite dalla natura e ancora il Canyon bianco a Ein Khudra, in cui le stranissime formazioni rocciose sembrano coperte di neve.

Se amate invece un tuffo nella storia non potete assolutamente perdere la Fortezza dell’isola del Faraone, luogo che già i Fenici elessero come strategico ma in cui solo i Crociati nel Medioevo costruirono una fortezza che, oggi restaurata, è possibile visitare; l’Oasi di Feiran, uno dei più antichi centri cristiani del Sinai; e ultimo non certamente per importanza è il Monastero di Santa Caterina ai piedi del Monte Sinai. Questo monastero, costruito per volere dell’imperatore Giustiniano nel VI d.c., assunse l’accezione cristiana solo nel IX secolo; è un complesso composto da vari edifici costruiti nel corso dei secoli come la moschea dei viandanti musulmani e la chiesa della trasfigurazione. La perla di questo complesso è senza dubbio la biblioteca che quanto a manoscritti antichi è seconda solo a quella del Vaticano.

Un must in assoluto, è scalare il monte Sinai per arrivare in cima alle prime luci dell’alba: tutti coloro che l’hanno fatto, non sanno descrivere la bellezza dei colori e il fascino della “passeggiata” quasi come un percorso interiore.

Ovviamente è possibile fare escursioni verso le piramidi di Giza e Luxor o un tour al Cairo.

Una settimana, non vi basterà per vedere tutto anche perché gli spostamenti portano via un po’ di tempo quindi durante la giornata non è possibile toccare molte tappe; e non solo per questo! Riuscirete ad abituarvi a cotanto movimento con le temperature tropicali di Sharm el Sheik?