Viaggiare in Bolivia significa scoprire uno Stato del Sud America completamente differente da quelli confinanti: qui il turismo si sta sviluppando gradualmente e di recente per cui le difficoltà di adattamento possono essere notevoli ma l’impatto culturale di un viaggio è notevole.

Il livello della sicurezza non è tale da generare allarmismi ma si tratta di un Paese povero in cui molte persone vivono in situazioni difficili quindi non vanno esclusi piccoli furti di destrezza. I boliviani sono ancora poco abituati al turismo e possono apparire schivi o scontrosi. Il livello degli alloggi non segue lo standard europeo e le condizioni igieniche possono essere precarie negli ostelli molto economici. In molte aree l’acqua non è potabile. Muoversi da una zona all’altra del Paese non è facile: i bus percorrono strade sterrate e dirupi pur non essendo mezzi adeguati e viaggiano spesso sovraccarichi, l’unica linea ferroviaria offre meno di un servizio al giorno e solo le località principali sono dotate di aeroporto.

Superati questi problemi di adattamento si scopre un Paese che ha molto da offrire sia dal punto di vista naturalistico che culturale. Il luogo più suggestivo è sicuramente il Salar De Uyuni, il deserto di sale più grande del mondo. Questa distesa infinita cambia completamente aspetto nel corso dell’anno: in inverno è secco e accessibile in ogni suo punto mentre nella stagione delle piogge si inonda creando dei riflessi suggestivi ma in molti punti diventa intransitabile anche per i veicoli 4×4. Le capitali della Bolivia sono due e non potrebbero essere più diverse tra di loro: La Paz, capitale amministrativa, è un’esplosione caotica di colori e suoni mentre la capitale ufficiale, Sucre, è una cittadina ordinata dagli eleganti edifici bianchi. Meritano una visita anche il lago Titicaca, la città mineraria di Potosì e la zona settentrionale della foresta.